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IL GRUPPO SERAFIN SI UNISCE ALL’ODERZO BASKET

L’azienda opitergina operante nel settore dell’imballaggio affiancherà i nostri partner, per sostenere un progetto ambizioso rivolto soprattutto ai giovani. Riccardo Serafin entrerà nel direttivo del club.

Il ricordo più vivo e recente è quello dei 2004 che si sono ottimamente comportati in terra sarda e sono rientrati alla base con la medaglia d’argento appesa al collo. Un risultato importante per la nostra società e per i sette centri minibasket che hanno condiviso con noi qualche anno fa il Progetto Gladiatori ed Amazzoni.  Per lavorare sulla qualità costruendo un sistema che coinvolga bambini, ragazzi e percorsi di eccellenza. Una rete di collaborazioni, quindi, per dare a tutti opportunità di crescita tecnica e umana.


Il Progetto Gladiatori e Amazzoni comprende Cimadolmo, Mansuè, Gorgo al Monticano, Chiarano, Fossalta di Piave, Ormelle e Salgareda.


Oltre alla medaglia d’argento  il risultato di Cagliari porta la consapevolezza ulteriore che le risorse umane, economiche ed il lavoro fin qui svolto rappresentano un punto di partenza e non di arrivo, una solida base sulla quale continuare ad investire in modo sostenibile per noi, il territorio e le aziende che ci affiancano.

Con un corretto sostegno economico si può fare tanta strada, ci vogliono anche costante attenzione e supporto, come quella ricevuta dai nostri ragazzi a Cagliari grazie alla presenza di Stefano Marcon e Simone Cimitan, rispettivamente vice presidente e direttore sportivo, che hanno passato il testimone gli ultimi due giorni a Riccardo Serafin, della Serafin Group, l’azienda opitergina che abbiamo il piacere di accogliere tra i nostri partner.

Abbiamo sentito Riccardo – che entrerà anche nella compagine societaria – per raccontarci i motivi della scelta di sposare il progetto Oderzo Basket.

Quali impressioni hai avuto nel vedere il nome dell’Oderzo Basket in una finale nazionale?

Lasciami prima fare i complimenti a questi ragazzi che mi hanno commosso per l’impegno messo in campo, in finale si sono confrontati  con avversari molto bravi che hanno meritatamente vinto, li ringrazio per averci regalato emozioni e un secondo posto prezioso.
Da opitergino sono molto orgoglioso, sento che il progetto che stiamo mettendo in campo arriva nel momento giusto.

Ce ne vuoi parlare?

Da ex cestista e imprenditore che conosce moltissimi dei dirigenti di questa Società, da alcuni anni seguo l’Oderzo Basket. Cercavo un progetto sportivo che mi desse la possibilità di restituire al territorio quanto il territorio stesso ci ha dato come azienda, in un percorso virtuoso in cui tutti abbiano da ricevere benefici e opportunità. Nello specifico, si tratta di un progetto ambizioso e sostenibile che prevede diversi step, aperto alle aziende di Oderzo e dintorni e che mira a creare infrastrutture dedicate alla crescita sportiva dei ragazzi in contesti di eccellenza. Ambizioso perché richiede investimenti importanti e un salto di qualità su come debba essere intesa una società sportiva in questo momento. Sostenibile perché si parte da basi solide e di qualità grazie alla competenza e all’entusiasmo di chi vi lavora da anni.

Hai parlato di giovani, il nostro fiore all’occhiello. Per quanto riguarda la prima squadra, quali sono gli obiettivi per la prossima stagione?

Il focus sono i bambini, rappresentano il futuro e a loro dobbiamo continuare a dare le migliori opportunità di crescita e le nostre attenzioni, perché l’obiettivo è che attraverso il settore giovanile la prima squadra fra qualche anno sia formata in prevalenza dai ragazzi cresciuti nel nostro vivaio. La prima squadra è e resta fondamentale per l’attuazione di questo progetto.

L’obiettivo della promozione è sfuggito l’anno scorso e anche quest’anno. Si riparte da coach Steffè e dalle conferme di Ibarra e Valesin. Sarà una squadra praticamente nuova…

Si, la Società ha deciso di ripartire da Furio, Lata e Gianluca e di provare a costruire un roster che possa essere in grado di competere per la promozione. In accordo col coach, abbiamo firmato alcuni giocatori di qualità ed esperienza che possano aiutarci a raggiungere questo traguardo. Poi, ed è il bello del basket, il campo sarà unico arbitro delle sorti del campionato. Quello che noi stiamo cercando di fare è allestire una formazione in grado di puntare alla serie B.

 

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